19/04/2009
LA TELEVISIONE ITALIANA UCCIDE LA CREATIVITA'
All'inizio di Marzo 2004, dopo aver atteso invano una risposta ad una lettera che avevo spedito qualche tempo prima a "Sogni", il programma condotto da Raffaella Carrà su Raiuno, decisi di andare a parlare personalmente con i responsabili della trasmissione. A Roma, gli spiegai che io, in qualità di regista, e amico del cantautore Mikelangelo Loconte, insieme a un coro di bambini provenienti da Cerignola (la città dove entrambi siamo nati), volevo fargli una sorpresa facendolo venire dal Belgio, dove viveva e lavorava dal 2000, per cantare in diretta sulla TV italiana una sua canzone inedita. La canzone in questione era "Anima, nuvola", che qualche tempo prima, all'insaputa di Mikelangelo, io avevo fatto arrangiare dal M° Vito Berteramo, tastierista storico di Fausto Leali.Dopo aver letto il testo della canzone e visto il mio video di presentazione (con la sola base musicale, il coro di voci bianche e i musicisti che suonavano il pezzo), i redattori mi dissero che le ultime due puntate del programma erano ancora aperte e che mi avrebbero fatto sapere. Io, però, non rimasi ad aspettare una telefonata che poteva anche non arrivare mai, ma feci di tutto per incontrare il regista e la conduttrice della trasmissione. Dopo alcuni giorni di affannose e complicate ricerche in giro per Roma, la Carrà e Japino (che non vollero mai incontrarmi di persona) mi fecero sapere, tramite il loro commercialista, che nemmeno nell' ultima puntata sarebbe stato possibile inserire la mia sorpresa. Eppure era già tutto pronto, la Rai non doveva pagare niente per una cosa così bella e in più, oltre al coro dei bambini e ai musicisti dal vivo, io avevo anche previsto una graziosa coreografia con delle giovanissime danzatrici.
Mortificato, ingoiai la sconfitta. Ritornai all'attacco due anni dopo, quando Raiuno ripropose il "programma dei sogni" con un altro titolo: "Il treno dei desideri". A metà Febbraio del 2006, mi presentai a Cinecittà e conobbi Barbara Cappi, un'autrice del programma che, dopo aver visto il mio video di presentazione, sembrò davvero entusiasta della mia idea e alimentò le mie speranze con la promessa di considerare seriamente la proposta. I giorni passavano, ma il mio telefono restava muto, allora mi feci coraggio e richiamai io. La signora Cappi mi rispose che nella prima edizione del programma non era più possibile inserire la sorpresa a Mikelangelo e mi congedò invitandomi caldamente a riprovarci alla fine dell'estate dello stesso anno per la seconda edizione. Sebbene mi sentissi deluso e amareggiato, non smisi di crederci e così, ai primi di luglio, rispedii un'altra lettera alla redazione, a metà agosto ritelefonai a Barbara Cappi mentre si godeva il sole in Giamaica, e il 18 settembre 2006 (data del mio quarantesimo compleanno), mi recai a Roma per incontrare Antonella Clerici. Algida e sbrigativa, la conduttrice Rai mi disse semplicemente di continuare a parlare con gli autori perché erano loro che decidevano tutto. Furioso e indignato, mi accanii al telefono con Barbara Cappi che, alla fine, chiaramente seccata, mi scaricò dicendomi che in redazione arrivavano ottocento lettere al giorno, che la mia proposta non era piaciuta a tutti gli autori, e quindi non c'era più niente da fare. Forse, se gli avessi raccontato una delle tante storie patetiche che alla nostra TV piacciono tanto, sarei stato prontamente esaudito!Così, dopo che ho inutilmente cercato di rendere omaggio al talento di Mikelangelo Loconte, un giorno gli ho chiesto di registrare in studio la canzone "Anima, nuvola" per poter almeno conservare un ricordo di lui che la cantava.
A questo punto voi potreste chiedervi perché mi sono deciso a pubblicare questa storia. Perché è giusto che chi guarda un bel video e ascolta una bella canzone, sappia anche quanto, a volte, un artista deve soffrire per donare delle emozioni agli altri. E quando, con finto rammarico, certi pseudointellettuali della televisione italiana lamentano la mancanza di nuovi grandi compositori, registi, ecc., non credetegli, perché spesso sono proprio loro a sbarrare la strada a chi avrebbe tante nuove cose da dire, costringendo i giovani artisti a fuggire dalla loro patria. Oggi il grande successo francese di Mikelangelo Loconte (protagonista dello spettacolo Mozart L'Opéra Rock) è anche la mia vittoria, perchè migliaia di fans francesi ascoltano di continuo le sue canzoni italiane (che i suoi connazionali conoscono solo attraverso il mio canale YouTube), e apprezzano tutti i miei video dedicati a lui. Grazie dunque alla Francia che ha riconociuto un artista molto meritevole, grazie a Internet per la libertà di espressione che ci dà, e soprattutto grazie agli artisti e ai giovani francesi, che mi sorprendono sempre più per la loro cultura, per la loro maturità e per la loro straordinaria sensibilità.
Roberto Russo
Per vedere il video cliccare qui:
http://www.youtube.com/watch?v=BHnvF-I8Gr8
20:12 Scritto da: russoroberto in cinema e tv | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: mikelangelo loconte roberto russo | OKNOtizie |
Facebook

Scrivi un commento